Sulle coste del Mediterraneo vivono circa 150 milioni di persone, che producono tra i 208 e i 760 kg di rifiuti l’anno. Gli oltre 200 milioni di turisti che ogni anno visitano il Mediterraneo generano un aumento del 40% dell’inquinamento estivo da plastica.
Nel Mar Mediterraneo, che rappresenta solo l’1% delle acque mondiali, si concentra il 7% della microplastica globale, raggiungendo concentrazioni record: 1,25 milioni di frammenti per km2, quasi 4 volte quelle di una delle 5 “isole di plastica” oceaniche. I Paesi mediterranei che disperdono più plastica nel Mediterraneo sono la Turchia (144 tonnellate al giorno), seguita da Spagna (126), Italia (90), Egitto (77) e Francia (66).
L’inquinamento da plastica costa al settore della pesca dell’Unione Europea circa 61,7 milioni di euro l’anno. Studi scientifici mostrano che il 35% degli esemplari di tartaruga Caretta caretta analizzati ha ingerito rifiuti plastici. Il 18% dei tonni e pesci spada nel sud del Mediterraneo presenta rifiuti di plastica nello stomaco, così come il 17% degli squali boccanera delle isole Baleari, ma anche animali più piccoli come cozze, granchi, triglie di fango e sogliole, che si nutrono sui fondali.
La microplastica ha raggiunto anche lo zooplancton, costituito da piccoli organismi animali alla base della catena alimentare marina, arrivando fino a noi. Al momento è ancora difficile definire i possibili rischi per la salute umana.
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